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venerdì 29 marzo 2013

Family roots

A volte ragiono sulle scelte che mi hanno portato a emigrare all'estero e non posso fare a meno che sentirmi vicino allo stile di vita dei miei nonni materni. Perchè se i miei genitori non hanno mai dovuto lavorare all'estero, la generazione precedente di cui fanno parte i miei nonni invece si.
Sia mio nonno che mia nonna prima di sposarsi han dovuto lasciare le campagne per andare a lavorare temporaneamente in Svizzera, mio nonno come bracciante e mia nonna come cameriera per una famiglia nobile di origine tedesca.
Frugando in casa dei miei genitori è spuntata una cassetta di legno colma di foto in bianco e nero e così ho pensato di scansionarle alcune. 
Così quando mi sentirò un po' malinconica mi basterà guardarle per ricordarmi tutto quello che hanno fatto per me e gli insegnamenti che mi hanno instillato. Anche perchè la mia nonna è stata la mia insegnante di cucito...a volte severissima, diciamo old school. Ricorderò sempre ad esemprio quando a 10 anni all'ombra della nostra casa mi obbligava a ricamare le bavagline per il mio fratellino in arrivo. 
Mitica nonna e immenso nonno che proprio un anno fa ci ha lasciato.
Insomma un piccolo post per ricordarli, perchè ovunque vado il loro ricordo vive in me :)

nonno1nonninonna 
Today I want to write a post about my grandparents because they had had a lot of things in common with my life. Both emigrated to Switzerland and worked there for a long period. I found a small wooden box filled with a lot of pictures about them so I decided to digitize some. 
When I feel a little sad and nostalgic I will remember what they did for me and how much they loved me. My grandma taught me all I know about sewing and stitching, even if when I was a child she forced me to learn those arts with a strictly discipline.Well, it worked! 
Just a little memory about my gorgeous and unforgettable grandparents.

giovedì 23 giugno 2011

Biennale di Venezia zoom on San Stae

Questo post è dedicato alle esposizioni della 54esima Biennale di Venezia nella zona di Campo San Stae.
Per raggiungere San Stae, partendo dalla stazione, potete prendere il vaporetto e scendere a San Stae con la Linea 1 oppure fare una bella passeggiata passando da Campo San Giacomo e presa la direzione per il vaporetto, dopo aver imboccato un paio di calli raggiungerete Campo di San Stae.

Appena giunti in Campo San Stae sarà impossibile non notare l'istallazione di Oksana Mas dal titolo Post-vs-Proto-Renaissance del padiglione ucraino.
oksana

Se da lontano potevate scorgere sui tre pannelli dei volti, vi sorprenderete nello scoprire di che cosa sono composti.

Oksana2Oksana_eggs2

Si, non vi state sbagliando! Di fronte a voi giacciono uova di legno colorate!
Un passo indietro però per capire l'opera: il riferimento iconografico è il polittico Il giardino del paradiso dei fratelli Van Eyck, artisti del Rinascimento fiammingo, da cui l'artista ha asportato e ingigantito dei dettagli.
Partendo dalla tradizione ucraina dei krasheki ovvero quella di decorare uova di legno con motivi pasquali, l'artista ha dato da dipingere a gente di tutto il mondo queste uova chiedendo di disegnare i simboli del male e del peccato. Nonostante le uova rappresentino il male, i vizi, i peccati e le soffernze, l'uso stesso di queste forme sono spie di una possibile redenzione e di un desiderio di purezza.
L'opera di Oksana Mas continua con altri tre pannelli e altri dettagli nella chiesa di San Fantin.

Sanstae

Ora andiamo a fare un giro all'interno della settecentesca chiesa di San Stae (contrazione veneziana di Sant'Eustachio) che si affaccia sul Canal Grande. All'interno troverete l'allestimento del progetto ucraino Apiary. Drums of the Destiny.

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L'istallazione è dedicata all'antropologo e sociologo ucraino Peter Prokopovych, che nel 1848 ideò la struttura delle arnie. Nei suoi scritti si trovano riferimenti al parallelo tra umani e sciame d'api. Come le api sopravvivono producendo miele, così gli umani dovrebbero creare un modello di società teso a un fine superiore, abolendo la violenza e l'aggressione.
Lungo la navata sono sospesi alveari formato da riproduzioni fotografiche a "tamburi del destino". Il visitatore è così portato a partecipare alla dimensione dell'arnia/chiesa.
Soprattutto ho apprezzato il concetto legato all'essenza della donna. L'arnia è retta dalla figura femminile dell'ape regina e così la donna deve essere il tramite di una nuova cultura, custode dei valori e di saperi. A volte mi sento un'ape!

scoletta
Usciti dalla chiesa di San Stae ci basterà fare pochi passi a destra per trovarci davanti alla Scoletta dei Battioro e Tiaroro. Nella piccola sede settecentesca, una volta sede della Scuola dei Tiaroro che riducevano l'oro in fili e dei Battioro che battevano lamine d'oro fino a renderle sottilissime, è organizzata la mostra fotografica personale dell'artista taiwanese Hsieh Chun-Te intitolata Le Festin de Chun-Te.

Chu-te_scolettaChun-Te_ilmonacoChun-Te_1
Raw è il nome della serie di fotografie tutte ambientate nella zona attorno alla città di Sanchong.
Il genere a cui appartengono è il staged photograhpy, ovvero la messa in scena studiata di pose e gesti, diciamo l'opposto dello stacco di reportage.

Ora seguite la via Santa Croce fino al numero 1882 e vi troverete davanti a Palazzo Carminati, normalmente scuola media, in via eccezionale durante la Biennale sede del padiglione della Repubblica di Bulgaria intitolata Bound of Generation.
Dall'androne fino al primo piano sono esposte opere di artisti bulgari che rielaborano le tradizioni del loro paese.

Bulgaria_entratabulgaria_mucca
bulgaria_case

Il tour per oggi è finito, vi aspetto al prossimo appuntamento (= post) per il giro della 54° Biennale d'arte di Venezia e spero di avervi stimolato e incuriosito.



venerdì 25 febbraio 2011

Fotografo di dive, di dee, di mostri sacri - Pasquale De Antonis

FRIDAY FAVORITE:
PASQUALE DE ANTONIS (1908-2001) - i love his shots.

25 Irene Brin by Pasquale De Antonis
Irene Brin alla galleria L'Obelisco indossa un abito di Carosa. Come fondale un paravento con disegno di Cristofanetti. 1946

91 Nei giardini della Farnesina by De Antonis
Un abito Carosa nei giardini della Farnesina per Bellezza. 1948

73 Al Caffé Greco by De Antonis
Modello Battilocchi al Caffé Greco per Bellezza. 1948

79 Paolina Borghese by De Antonis
Paolina Borghese vestita da Balzani. 1947

De Antonis
Lungo l'Appia Antica una modella indossa un abito di Fontana. 1949 ca.

Fonte: Pasquale de Antonis. La fotografia di moda 1946 1968, a cura di Maria Luisa Frisa, Roma, 2008.
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