sabato 13 aprile 2013

New Labels

Wouldn’t you love to know more about who made that handmade item you bought at a market or online, and where it was made?
So here you are the new labels!
Did I mention that I moved to Guildford back in January? ahah :)

nastri

martedì 9 aprile 2013

Good friends are like stars

I've learned that true friendship continues to grow, even over the longest distance. I miss so much all my friends, however I will meet them all together at the end of the next summer. A couple of days ago I received a special package in my letterbox and inside I found something beautiful: a pair of handmade wooden earrings shaped as tiny acorns. Oh dear! It was a little surprise from my friend Elisa aka Wagashistories that now is teaching English in China :) 
Besides, I have a genuine friend, Marla, who loves adding on my Facebook page a lot of "fun-useless-cat theme-sitcom-gamer" images.

acorneliacorn2

venerdì 29 marzo 2013

Family roots

A volte ragiono sulle scelte che mi hanno portato a emigrare all'estero e non posso fare a meno che sentirmi vicino allo stile di vita dei miei nonni materni. Perchè se i miei genitori non hanno mai dovuto lavorare all'estero, la generazione precedente di cui fanno parte i miei nonni invece si.
Sia mio nonno che mia nonna prima di sposarsi han dovuto lasciare le campagne per andare a lavorare temporaneamente in Svizzera, mio nonno come bracciante e mia nonna come cameriera per una famiglia nobile di origine tedesca.
Frugando in casa dei miei genitori è spuntata una cassetta di legno colma di foto in bianco e nero e così ho pensato di scansionarle alcune. 
Così quando mi sentirò un po' malinconica mi basterà guardarle per ricordarmi tutto quello che hanno fatto per me e gli insegnamenti che mi hanno instillato. Anche perchè la mia nonna è stata la mia insegnante di cucito...a volte severissima, diciamo old school. Ricorderò sempre ad esemprio quando a 10 anni all'ombra della nostra casa mi obbligava a ricamare le bavagline per il mio fratellino in arrivo. 
Mitica nonna e immenso nonno che proprio un anno fa ci ha lasciato.
Insomma un piccolo post per ricordarli, perchè ovunque vado il loro ricordo vive in me :)

nonno1nonninonna 
Today I want to write a post about my grandparents because they had had a lot of things in common with my life. Both emigrated to Switzerland and worked there for a long period. I found a small wooden box filled with a lot of pictures about them so I decided to digitize some. 
When I feel a little sad and nostalgic I will remember what they did for me and how much they loved me. My grandma taught me all I know about sewing and stitching, even if when I was a child she forced me to learn those arts with a strictly discipline.Well, it worked! 
Just a little memory about my gorgeous and unforgettable grandparents.

sabato 23 marzo 2013

My last four weeks as a freelance machinist

Here I am again! Well, it has been a while since I last posted. During the last four weeks I have started two jobs in the same time: one as Library Advisor at the University for the Creative Arts and the other as a freelance machinist. 
Please believe me when I say that I have worked seven days a week. Am I insane? No, it is because I am a Gemini and Gemini is always doing two things at once...aaaaaah! 
It has been a pleasure working for Nicole Philips England because I really love their printed materials. 
Here you are some snaps when I was working in my lab. Fabrics, bias, waddings,  scraps and a tons of threads.......everywhere.
Nicole, the founder and painter, is now in London to launch her brand during the Country Living Fair. Let's say that a piece of Fedulab is also there. A big good luck Nicole!

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venerdì 15 marzo 2013

Friday Fav: Fortuny






















My Friday Fav today is Mariano Fortuny and his magnificent and sumptuous silk dresses, cloaks and medieval style robes.
I really love this artist because his fame and art are closely linked with Venice despite his name reveals its Spanish origin: he was born in Granada on 11 May 1871 and he spent his childhood between Rome, a little town near Naples and Paris. Fortuny was just eighteen when his family moved to Venice, in a palace in the Canareggio and soon he started to love the new place, its architecture, the oriental atmosphere of the city and the work of Venetian Renaissance painters such as Bellini, Titian, Veronese and Giorgione: all these elements influenced his dress design and his friends said that he spoke Venetian better than Italian.
At the age of forty he threw totally himself into fashion design, after devoting his life to photography, painting and sculpture. His name is connected with the thin pleated silk dress but we must not forget that the Fortuny style was the result of a collaboration between him and the French modell Henriette Negrin. They spent forty-seven happy years together in Venice and in 1909 they opened the first Fortuny boutique in Palazzo Orfei, later renamed Palazzo Fortuny. They worked in this way: he invented the pleated look and the dyeing process while Henriette picked out the patterns and block-printed the patterns of the dresses.
It is important to remark that Fortuny was not a couturier because he did not present an annual collection but he was interested in reaching a big and romantic purpose: a timeless ideal form of beauty.
The "Delphos" dress, the most famous icon of his style, was cut out flat in one piece, than the imported Japanese folded silk laid on heated porcelain tubes fixing permanently the tight pleats with the help of Chinese crystallized egg white. The result was a pressed dress that recalled the idealized "flower-woman" and the "Delphi Charioteer", from ancient Greece. Every single dress had the shoulders and seams accentuated with Murano glass beads, made specially for Fortuny. The success of Fortuny's creations lasted from 1910 until the Forties.

It is today already possible to breathe and feel its power and creativity visiting Palazzo Fortuny in Venice. I went there a couple of years ago and I can assure that the "primo piano nobile" (first reception hall) had a powerful impact on me. I found his fabrics, collections, paintings and dresses simply amazing.




lunedì 11 febbraio 2013

La mia esperienza all'estero

Eccomi qui con un post insolito. Parlo molto poco della mia vita personale e delle mie ricette segrete (ahaha). Oggi ricevo per la quarta volta nell'arco di pochi mesi la richiesta di un parere sull'andare a vivere all'estero e vari consigli su come fare all'inzio. Così mi sono decisa a scrivere questo post, che sarà il più sincero possibile e soprattutto concreto perchè basato sulla mia esperienza.

Non voglio tediare nessuno, quindi se volete risposte secche cercate bene su internet oppure se volete un altro parere su casa, auto, affitti, permessi di lavoro, tasse, bollette, agenzie varie vi linko l'efficace post scritto da un caro amico programmatore di videogiochi "Guida al trasferimento nel Regno Unito".
Iniziamo: mi sono laureata il 20 febbraio dello scorso anno in Storia dell'arte (corso specialistico) a Venezia, quindi una bella materia umanistica. Bella tutto quello che vuoi, interessante, appassionante e stimolante ma assolutamente sganciata dal mondo lavorativo attuale italiano. Finisco quindi per essere l'ennesima laureata senza agganci in ambiti museali, senza esperienze rilevanti pregresse nel settore e senza la minima voglia di entrare nel malefico mondo delle graduatorie per insegnare la materia.

Da qui il passo di trasferirmi stabilmente in UK ad aprile scorso a 26 anni.
Non vado in una città a caso ne spinta dalla fame. Vado a vivere a Portsmouth, in Hampshire, per un motivo ben preciso: il mio ragazzo vive e lavora li, infatti partì un sei mesi prima di me con un bel contratto in mano per la sua professione. A questo punto si potrà dire: "Eh Fede, comoda la vita! Affitto pagato, cibo pagato, che te frega, vivi in vacanza!".
In effetti sono stata molto fortunata e non smetterò mai di ringraziarlo per l'opportunità ma...e qui c'è un bel ma. Perchè se è vero che si guadagna tanto vi posso assicurare che si spende altrettanto.
Uno dei maggiori pregi dell'Inghilterra è la meritocrazia. Ovvero: hai studiato 3-4-5 anni dopo le superiori? Hai speso energia e tempo in questo percorso? Sai fare bene il tuo lavoro? 
L'Italia risponderebbe: "Benvuto nel regno degli stagisti intercambiabili", mentre l'Inghilterra risponde: "Ti paghiamo di più di un operaio medio e (noi azienda) ti teniamo ben stretto se vali".

Ora prendo un po' di velocità e in tre righe riassumo i miei primi 10 mesi qui.
Ho frequentato per un mese un college per imparare la lingua, ho lavorato come assistente ai costumi teatrali, ho lavorato come segretaria, poi nella galleria d'arte contemporanea della citta di Portsmouth e infine or ora che scrivo, come bibliotecaria all'University for the creative arts.

Come avrete letto il mio percorso è assolutamente personale e non vi nascondo che la casualità ha giocato un bel ruolo, nel senso che ho colto le occasioni che si presentavano. Ma qualsiasi strada prenderete, esperienze pregresse e desideri futuri avete, l'iter per trovare lavoro è più o meno questo.
- Cercare l'annuncio di lavoro consultando gli svariati siti dedicati a questo. Immettendo nel campo di ricerca le parole chiave della vostra professione o corso di studi. Operazione da ripetere per giorni, settimane, mesi perchè ogni giorno può saltare fuori LA vostra occasione.
- Valutare l'annuncio: leggere attentamente il profilo richiesto perchè è inutile spammare il vostro curriculum alle aziende....anche perchè in Uk non esiste!!! O meglio...e ve lo spiego nel punto dopo.
Inoltre valutate la distanza tra la vostra casa e il posto di lavoro, perchè gli abbonamenti dei treni sono carissimi.
- Application form: Le aziende spesso usano un proprio application form da compilare con le informazioni che richiedono. Questo comprende immettere ogni volta, le vostre generiche informazioni da carta d'identità, corso di studi, esperienze pregresse, una bella lettera di presentazione chiamata cover letter e due reference. Iniziamo dalle cose più semplici: per quanto riguarda i dati spero che non abbiate problemi, i reference sono due persone che voi indicate come testimoni del vostro buon operato nel lavoro (di solito sono i vostri superiori e al 100% verranno chiamati!!) ed infine...la cover letter!
In questo esatto momento vi giocate la possibilità di accedere all'interview (colloquio) e di attirare l'attenzione delle risorse umane. 
Cosa si scrive in una cover letter? Anche su questo punto internet è pieno di seminari e analisi sul tema, ma in sostanza dovete presentarvi e vendervi, ovvero spiegare con parole vostre perchè state applicando a quella precisa posizione e soprattutto cosa darete all'azienda che ricerca tal profilo.
Ci sono ovviamente delle formule di apertura e chiusura abbastanza standard ma il cuore della lettera ve lo giocate e costruite voi. Il mio consiglio spassionale è di leggere e rileggere il profilo per cui applicate, trovare i punti che volete approfondire, bere una tazza di te e spendere il tempo necessario per scriverla (bene!!!).
Fatto tutto questo? Ora inviate l'application all'azienda e...aspettate. Che cosa?
Per mia esperienza se squilla il vostro cellulare con un numero anonimo, rispondete immediatamente perchè potrebbe essere l'HR (risorse umane) che vi chiama per fissare un colloquio. Altrimenti l'azienda di solito manda una bella email ringraziandovi di aver applicato...ma la concorrenza era tosta!

Avete un colloquio fissato? Ottimo, siete a un bel punto della missione trova-lavoro perchè per un posto chiamano massimo 4 o 5 persone, quindi sentitevi già gasati.
Gli inglesi sono elastici ma adorano la puntualità quindi...non sgarrate l'ora dell'appuntamento.
Presentatevi eleganti ma non troppo, sicuri ma non troppo e belli calmi e sereni.
AHAHAHAHHAHAHAH
Io ero in super paranoia, agitatissima, che mi ripetevo ogni secondo "ecco che ora non sai più parlare inglese e vai a fare figure di m...", scoraggiata e sottostimata di me stessa.

Il colloquio si svolge secondo questo rituale: vi fanno entrare in una stanza e ti siedi di fronte a due persone, di solito il capo del personale e il manager (e già l'ansia sale!!!) che hanno di fronte a loro dei fogli con una bella griglia stampata sopra.
Dopo avervi fatto sedere e pregato di mettervi a vostro agio (fosse facile!) parte la vera e propria sfida. In 20 minuti - 30 minuti vi faranno fatte delle domande su di voi, sulla posizione per cui applicate, sulle vostre esperienze e su come immaginate il vostro futuro. 
Finito il colloquio, in cui i due personaggi avranno scritto quello che avete detto, vi diranno questa semplice e sbalorditiva frase: domani ti verrà comunicato l'esito. Non sto scherzando, il giorno dopo vi viene comunicato se vi hanno preso o no.
Arriviamo al giorno dopo: ti hanno preso? Non questa volta. Ok, capita, fai un bel post-mortem sulla prova e ascolta quello che ti dicono al telefono. Perchè se non vieni preso ti spiegano il motivo!!!!
Ti hanno preso? Si. Ti verranno inviate a casa le scartoffie da compilare e non vedrai l'ora di iniziare il nuovo lavoro, oltre che a provare un senso di appagamento per tutti gli sforzi, anni di studio e sbattimenti che hai passato.

Magari più avanti scriverò un post sul com'è il mondo del lavoro in Uk. In ogni caso se volete qualcosa lottate per quello. Qui non vi regala assolutamente niente nessuno, bisogna farsi le ossa da soli, c'è la concorrenza e si parte pure con la difficoltà della lingua ma...qui c'è la possibilità di farlo. 
Io lo dico a tutti: se potete partite partite partite perchè la vita è corta e lo dico senza edulcorare lo zuccherino.

Guildford

martedì 29 gennaio 2013

Cat cat caaaaat! Baize and Missy Von Vanity

At the end I have released new items on my Big Cartel store and I am really proud of them. We can start with the cat theme (yes, I am a cat lover): 
BAIZE, a gorgeous large messenger bag made in black cotton shaped as a black cat ready to pounce onto something. A very cat bag. 
MISSY VON VANITY, a zipper pouch that you can use to carry money, cards, cosmetics, a camera, ipod, pencils and other small essentials a girl needs. On the red polka dot cotton I have sewn (appliqué) a black cat with button-eyes and hand-embroidered smile. Her brown polka dot tail is a long strip and the four paws are really cute, a cherry on the cake! 
As you can see both are featured by a zipper closure to keep your things from dropping away. It is a revolution for me and I promise I will use zipper closures as much as I can. 

Next post: creations with original Kokka cotton/linen (Made in Japan)

Baize1Baize4baize2Missy Von Vanity2Missy Von VanityMissy Von Vanity4 
[Italian version]
Finalmente ho pubblicato nel mio negozio online Fedulab le nuove creazioni che ho terminato durante queste due settimane di silenzio, sono proprio soddisfatta del risultato. Iniziamo con una borsa tracolla e un astuccio basate sul tema del gatto (si si adoro i gatti!): 
BAIZE è una spaziosa tracolla in cotone nero sagomata come il musetto di un vigile gatto pronto a saltare da qualche parte. Si può dire che è proprio una borsa per una cat lady! L'interno è foderato e ha una tasca per cellulare, chiavi ect. 
MISSY VON VANITY è un astuccio che può essere usato per trucchi, monete, tessere, macchine digitali, penne e tutto l'essenziale che una ragazza può avere bisogno. Puuurfect! Su un cotone rosso a pois ho applicato il corpo di un gatto nero a cui ho aggiunto gli occhi-bottoni e il sorriso con un ricamo a mano. Inoltre la coda marrone a pois può essere usato come laccio e le zampette sono davvero deliziose. Come potete vedere per entrambi ho usato una chiusura con zip in modo tale che più niente possa fuoriuscire dalla vostra borsa, si può dire che è una rivoluzione per me e prometto di usare zip a sproposito! 

Prossimo post: le creazioni con il tessuto cotone/lino originale giapponese by Kokka.
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